martedì 29 aprile 2008

La città e la paura

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/saluti-romani-alemanno/7.html

Questa è la nuova sicurezza della città di Roma.
Ma davvero le elezioni a Roma sono state perse dalla sinistra sulla questione della sicurezza?

Secondo le statistiche Roma era ed è una delle città più sicure d’Europa del mondo, eppure negli ultimi mesi non si è fatto altro che parlare di sicurezza, nella campagna elettorale questo è stato l’unico tema trattato e sembra che siano bastati tre delitti (mentre in altre città d’Italia ne venivano commessi altri, in alcuni casi molto più atroci) per rendere Roma una città insicura.

Ora i candidati dicono “abbiamo vinto” o “abbiamo perso” sulla sicurezza. Ma forse le cose sono in altro modo. Forse semplicemente le elezioni sono state perse per la mancanza di concretezza del governo urbano. Una mancanza di concretezza che è stata sostituita dai discorsi della sicurezza.

Il governo della città si era lasciato sfuggire di mano alcuni degli elementi che producono il maggiore allarme nelle città contemporanee, quelli del degrado fisico: strade in cattive condizioni, sporcizia, cattiva illuminazione, carente gestione dell’ambiente, trasporti problematici e stazioni ferroviarie invecchiate, e così via.

Ma la sporcizia delle strade non produce criminalità, mentre questa sicuramente è diminuita dalla diffusione di eventi pubblici, dalla animazione delle strade e da una intensa vita culturale (compresa quella prodotta dai “centri occupati”). Tutte cose abbastanza diffuse a Roma, che probabilmente hanno favorito una condizione oggettiva di sicurezza sulla quasi totalità del territorio urbano. Con due problemi però: la diffusione poco uniforme sul territorio delle iniziative di animazione (aree della città sono apparse abbandonate a se stesse) e la scarsa attenzione al fatto che queste stesse fossero percepite come elementi di una condizione di maggiore sicurezza dalla maggior parte della popolazione.

Invece, i governanti della città per primi – inseguendo quelli che della sicurezza e della restrizione delle libertà individuali hanno sempre fatto la loro bandiera – hanno iniziato a parlare di una questione insicurezza e di una questione immigrazione (peccato che la condizione di irregolarità in cui sono costretti alcuni gruppi di immigrati sia uno dei principali elementi che alimenta i comportamenti illegali).

E dai discorsi sull’insicurezza nasce la paura, che spesso genera comportamenti che aumentano una effettiva insicurezza, come - solo per fare qualche esempio - le risposte violente alle minacce orali, la segregazione di gruppi umani., la mancanza di uso di porzioni di territorio.

E forse anche la diminuzione degli elettori è almeno in parte da addebitare al prevalere delle discussioni sulla sicurezza rispetto a quelle sulla concretezza del vivere urbano.

4 commenti:

Unknown ha detto...

non so, ho sempre pensato che Roma fosse una città un po' "fascistella" e che la parentesi rutelliana e veltroniana fosse dovuta all'anima gossip della città.
non sono all'altezza di fare un discorso sociologico ;) però credo che quelli che non hanno paura non abbiano votato...
peace and love

una ha detto...

Da un punto di vista tecnico, certamente non politico, c'� da considerare anche il voto disgiunto (pi� di 80.000 persone hanno votato Zingaretti ma non Rutelli). Poi ricordiamoci che nel 1993 nello scontro elettorale Rutelli/Fini quest'ultimo avrebbe vinto alla grande se non avesse usato quell'elezione come vetrina in attesa della discesa in campo del Cavaliere. Nelle elezioni successive hanno scierato candidati improponibili come Borghini. Qualcuno ha anche detto che c'era un accordo per lasciare Roma alle senistre, non mi meraviglia che non momento in cui hanno presentato un candidato credibile contro una cariatide abbiano vinto. Roberto/quello di Alisea

Anonimo ha detto...

Ma che succede, chi è questa Una, perchè si è intrecciata con il mio commento?

gianfrancesco costantini ha detto...

Il voto disgiunto è un'altro elemento che mi incuriosisce. Certamente Rutelli può essere visto come una cariatide (che però come sindaco di Roma aveva prodotto benefici per la città maggiori di quelli di Veltroni, anche se con molti limiti)e altrettanto Alemanno forse è riuscito a ripulirsi dal passato, anche grazie alla scarsa attenzione che in generale si sta dando alla memoria. Però che tanta gente abbia rifiutato di votare Rutelli per poi votare Zingaretti, che nella sua storia personale ha soltanto la carriera di un funzionario di partito, è anche abbastanza curioso. A meno che qualcuno non l'abbia scambiato per Montalbano, o non abbia pensato "certo non si possono dare tutte vinte alla destra". Intanto sulla città (e la paura) vedremo: le soluzioni di cui al momento si parla non sono esaltanti.
E anche più in generale, le idee che sono state espresse per risolvere la questione casa non sono proprio nuove (ci furono già interventi di questo genere sia negli anni '30, sia nel dopoguerra, che portarono per esempio all'urbanizzazione della Magliana) e richiedono una grande attenzione. A me sembra ci siano almeno 3 rischi: creare nuovi ghetti, dare la stura a una nuova generazione di abusivismo regolare, produrre un grande mercato clientelare (che non influisce sul mercato immobiliare di maggior valore). Sono però tre rischi che se si vuole possono essere limitati.